Post 9: test labels 2
Quello che avviene da allora è sotto gli occhi di tutti. Vengono imposti piani di austerità che prevedono tagli enormi nella spesa pubblica.
Per un paese già in recessione è una mazzata micidiale. Crolla il
potere d’acquisto, crolla il commercio, ad Atene molti negozi sono
costretti alla chiusura, la Grecia va subito in ginocchio. Vengono
licenziati diversi impiegati pubblici, viene tagliato lo stipendio a chi
rimane, anche nel privato i salari crollano. Per non parlare poi delle privatizzazioni dei servizi e dei settori più importanti dell’economia ancora
in mano allo Stato. A livello politico questo comporta il crollo dei
due principali partiti, ossia Pasok di centro sinistra e Nuova
Democrazia di centro destra, e la vittoria nel 2015 della sinistra
radicale con Tsipras. Nel luglio di quell’anno un referendum boccia
l’ennesimo piano di austerità, migliaia di greci festeggiano in piazza
il risultato e sembra preludio dell’uscita di Atene dall’Euro. Ma in
realtà un nuovo piano, molto simile a quello bocciato, viene poi
approvato ed il paese continua con le sue sofferenze.
Nessun commento:
Posta un commento